STORIA VERA #6 Ho un’anima rock e i miei capelli ne sono l’espressione più vera

STORIA VERA #6 Ho un’anima rock e i miei capelli ne sono l’espressione più vera

1. Antonella, appena ho visto la tua foto profilo su LinkedIn, ho subito pensato: “Una donna che ha scelto il fucsia per i propri capelli, è una donna che si conosce bene e sa che cosa vuol per sé”. Ti rivedi in questa mia prima impressione?

I capelli sono sempre stati oggetto di sperimentazione e divertimento per me, e negli anni mi sono data la possibilità di giocare, provare e infine trovare quell’immagine che oggi sento mi rispecchia in pieno.

A 15 anni c’è stato il primo grande cambiamento, dal capello lungo a quello corto e da lì ho cominciato a colorarli.

All’inizio erano solo colpi di sole, poi sono arrivati il rosso, il castano scuro, il biondo platino e infine il fucsia, il colore in cui mi sento davvero bene oggi. Lo ‘indossano’ i miei capelli e lo indosso io con i capi di abbigliamento che scelgo.

 

2. Ho notato che nel tuo sito The Marketing Mom e in quello del progetto più recente LA Marketing con Laura Bonacina compari in fucsia. Quindi possiamo dire che non si tratta di un vezzo passeggero…

No, infatti. E’ un colore che ho deciso di abbracciare come parte di me. Dopo aver strapazzato i capelli per anni, oggi ho eletto il fucsia come ‘mio’ colore. E’ il tocco unico che do alla donna che so di essere oggi, è ciò che mi contraddistingue e mi rappresenta davvero.

In termini di comunicazione, lo inserisco a tutti gli effetti nel mio Personal Brand.

 

 

3. A proposito di Personal Branding e liberi professionisti, che cosa suggeriresti a un/una freelance che vuole dare valore alla sua unicità, ma non vuole – perché non è nelle sue corde o nella sua personalità – fare una scelta coraggiosa e colorata come la tua? Che consiglio daresti?

Il personal branding racconta quello che siamo veramente e l’unicità la possiamo ricercare nelle caratteristiche che più ci rappresentano, quindi non è necessario osare come ho fatto io, se non è qualcosa che sentiamo intimamente.

E’ importante invece far emergere i lati che ci distinguono dagli altri, pensando e ragionando su quello che può sembrare un elemento di “disturbo” (nel mio caso i capelli)  e che poi si trasforma in arma vincente!

 

 

4. Siamo d’accordo che farsi apprezzare e ricordare per le competenze professionali è fondamentale per chi, come te, lavora in proprio. Però anche avere un’immagine personale che sorprende è un bel biglietto da visita. Ti è mai capitato, conversando con i clienti, di ritrovarti a scherzare con loro su questa scelta? Magari alcuni si saranno incuriositi.

La scelta di essere una mamma freelance con i capelli fucsia è stata spesso oggetto di conversazione con i clienti, e ti dirò che mi ha anche aperto porte senza che me ne rendessi conto.

Per farti un esempio, ora faccio formazione in una scuola per make up artist dove insegno alle studentesse a gestire gli strumenti di comunicazione – curriculum  e profilo LinkedIn – per trovare lavoro.

Qui lo stile, il mio modo di essere poco convenzionale rispetto alla classica immagine della formatrice hanno reso il mio ingresso più semplice e, di rimbalzo, l’approccio delle ragazze molto amichevole.

 

 

5. Per l’energia e la personalità che esprimi, non riuscirei a immaginarti in una versione di ‘mezza via’. Più parlo con te e più mi rendo conto che sei una donna rock, dentro e fuori. Come esprimi questo tuo lato nella vita di tutti i giorni e nei momenti di cambiamento?

Sono una con la testa sulle spalle. Come nel lavoro vado per obiettivi e guardo i risultati, anche nella vita quotidiana sono molto pratica e ancorata alle esigenze reali, mie e della mia famiglia.

Il passaggio da dipendente a freelance, infatti, non è avvenuto da un giorno all’altro. Su quel lato, mi viene da dirti – niente colpi di testa! Sono state le persone attorno che evidentemente avevano visto in me le capacità giuste per intraprendere un percorso da lavoratrice indipendente, mi hanno incoraggiata e poi sono anche diventate mie clienti.

La mia anima rock si esprime quando vado all’attacco di un nuovo progetto. Mi lancio anima e corpo, la mia mente macina idee in continuazione, ma poi sono anche in grado di passare all’azione, con grande velocità.

Pensa che all’inizio del lockdown avevo appena fatto partire il progetto di Scuola di Cucina con un gran numero di eventi di team building. Con la chiusura, ho trasferito tutto su Instagram, organizzando dirette con chef e produttori. Non volevo perdere i frutti del mio lavoro e così ho reagito subito.

 

 

6. Parlando di spirito rock, ho scoperto che sei una grande appassionata di musica e radio. Quali canzoni potrebbero fare da colonna sonora ai momenti di cambiamento che per te sono stati importanti?

La musica è parte di me da sempre. Credo che da una playlist si capiscano tantissime cose di una persona e, a volte, i grandi segreti.

I momenti di cambiamento sono stati sempre accompagnati da una colonna sonora. C’è una frase della mia band del cuore, i Subsonica, che dice: “Sono cambiamenti solo se spaventano”. E’ diventata mia e ha trasformato le paure in stimoli.

Sempre i Subsonica con “Strade” hanno segnato il mio passaggio da dipendente a freelance, mentre Elisa con “A modo tuo” rappresenta il grande salto verso la vita da mamma.

Ricordo poi anche “Heroes” di David Bowie, che ha fatto da sottofondo a uno dei primi grandi eventi che ho gestito per un’azienda: io e miei colleghi ci sentivamo davvero degli eroi per essere riusciti a organizzare quell’evento, che è stato davvero un’impresa.

Potrei andare avanti ore a parlarti di musica, ma sono sicura che su Spotify si trovi molto di me. Pensa che per un progetto di marketing, un collega ha creato una playlist ispirata al mio impegno per i diritti delle donne nel mondo del lavoro.

 

 

7. Se è vero che sperimentando si impara, possiamo dire che sui colori per i capelli sei ormai un’esperta. E quando ti vesti, quali sono i colori che ti vedi e ti senti meglio addosso?

In effetti è proprio indossando i colori e osservandomi allo specchio che ho potuto vedere l’effetto che hanno.

Il riflesso sul viso è immediato, anche se tecnicamente magari non sai perché ti sta meglio uno anziché un altro.

In passato avevo tentato degli acquisti in beige e marrone, ho indossato per un po’ i capi, ma non mi convincevano, non mi ci vedevo molto. Allora sono passata ai colori brillanti – fucsia, blu elettrico – che oggi sento molto nelle mie corde e che, in effetti, mi donano di più.

 

 

8. Antonella, un’ultima battuta su progetti, idee e le tante evoluzioni che di certo ti aspettano. Di quali colori vedi il futuro che sogni?

Lo vorrei GIALLO come un sole che illumina ogni nuova opportunità. Lo immagino come un’energia che, tutti i giorni proprio come il sole, ci spinge a proseguire per la nostra strada, ad agire e a puntare verso gli obiettivi che desideriamo per noi.

Lo vorrei FUCSIA, perché per me è il colore del coraggio e della resilienza – due qualità che è necessario tenere sempre allenate. Sono quelle che ci permettono di fare scelte per noi stesse, nel rispetto della parte già autentica di noi.

E poi lo vorrei VIOLA perché è l’unione del rosso e del blu, che associo ai motori e alla musica, mie grandi passioni che vorrei continuassero a fare rumore insieme a me e a tutti i progetti che stanno nascendo in questa nuova vita da freelance. 

Ma vorrei innanzitutto sentire il rumore energico di chi manifesta la propria voce, vuole afferrare la vita e farla sua, nonostante le difficoltà, i sensi di colpa o i pregiudizi (sto pensando soprattutto alla vita talvolta complicata di noi donne). Nonostante tutto, dobbiamo continuare a fare rumore, farci sentire. Perché la vita come la intendiamo noi, ce la meritiamo e abbiamo tutte le carte in regola per costruircela e godercela appieno.

 

Grazie Antonella per aver condiviso con noi il tuo mondo fatto di colori, energia e tanta determinazione.

 

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Che cosa abbiamo imparato oggi dall’esperienza di Antonella:

  • avere un proprio stile richiede tempo, sperimentazione…e divertimento!
  • non è detto che lo stile sia contenuto in un armadio, può essere espresso anche da un dettaglio caratterizzante
  • se vogliamo far sentire la nostra voce e fare rumore, bisogna anche fare silenzio attorno e ascoltarci profondamente
  • ognuna di noi deve prendere in mano il timone del viaggio di scoperta di sé
  • la nostra anima, prima o poi, ci rivela qual è il colore che la esprime al meglio

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Chi è Antonella Romanini

Consulente di Marketing per piccole aziende e liberi professionisti. Dopo 20 anni di lavoro da dipendente, ha deciso di reinventarsi e dare vita a The Marketing Mom.

E’ ideatrice e conduttrice del podcast Fai rumore in collaborazione con Radio Orange, dove le storie di donne che racconta sono di ispirazione ad altre donne che vogliono dare slancio alla vita personale e professionale.

Di recente ha fondato LA Marketing, un duo di consulenti per potenziare il futuro delle realtà aziendali attraverso soluzioni innovative di marketing digitale.

Puoi seguire Antonella su Instagram @antonellaromanini e LinkedIn