STORIA VERA #5 Con lo stile, ho scoperto un modo nuovo di volermi bene

STORIA VERA #5 Con lo stile, ho scoperto un modo nuovo di volermi bene

Roberta, io e te ci siamo conosciute diversi anni fa in occasione di un Freelancecamp. Ti ricordo energica e sportivissima – canotta, infradito e via. Poi un giorno, parecchio tempo dopo, ho visto online una tua foto e ho pensato: “Caspita, che cambiamento!”. Che cosa è successo nel frattempo?

Sono successe molte cose in effetti, che hanno coinvolto soprattutto la mia sfera interiore e che si sono riflesse, in modo naturale, verso l’esterno.

Il cambio di look, la ricerca di un mio stile sono stati tasselli che, uno dopo l’altro, mi hanno portata a conoscermi meglio e a volermi più bene.

Per molto tempo, ho messo l’immagine personale in fondo alla lista, pensavo fosse un aspetto superficiale a cui non sentivo di dover dedicare attenzione.

Ero una ferma sostenitrice che la sostanza – quindi le capacità, le competenze e il valore professionale – fossero l’unica moneta che dovevo mettere sul tavolo per farmi apprezzare.

Poi ho capito che non era del tutto vero e che quella resistenza era solo un modo per nascondermi dietro a un perché più profondo: non ero ancora pronta per fermarmi, dedicarmi un tempo e una cura a cui oggi non rinuncerei più.

 

Un bel cambiamento quindi, che immagino non sia avvenuto dall’oggi al domani. Tuttavia, riusciresti a individuare un momento particolare in cui ti sei detta: “Adesso basta, è ora che faccia qualcosa”?

E’ proprio così. Cambiare non vuol dire lanciare l’armadio dalla finestra, né correre dal parrucchiere per stravolgersi del tutto. E’ un processo graduale che attraversa diverse fasi e non è mai lineare.

Però ricordo con chiarezza il giorno in cui è scattato un pensiero-lampo: osservavo la giovane ragazza che stava facendo lo stage presso il nostro team e, come in un gioco di confronto tra me e lei, mi sono accorta che avrei potuta essere scambiata per la stagista!

Non c’è nulla di male a sembrare giovani (ride), ma, vestita in jeans come una ragazzina, ho capito che dal punto di vista professionale, non era l’immagine che volevo dare all’esterno.

Questa è stata una presa di coscienza importante, che di sicuro sonnecchiava dentro di me da un po’. Da quel momento non ho più potuto ignorare la faccenda e ho deciso di non nascondermi più.

 

E poi cos’è successo?

Sarà stato il giro di boa dei 40 anni. A quel punto ho voluto andare alla scoperta di uno stile che potessi sentire davvero mio.

Non volevo entrare in un ruolo, mettermi addosso degli abiti per fare finta di essere qualcuno che non ero.

La mia natura è per lo più leggera, scherzosa, tendo sempre a non prendermi troppo sul serio e questo divertimento, l’ho voluto mantenere anche nel mio stile. Però, quando si tratta di lavoro, ho bisogno di elementi che bilancino questa mia leggerezza, altrimenti può passare un messaggio fuorviante – cioè che nemmeno io prendo sul serio quello che so fare e la persona che so di essere.

Nel mio guardaroba ho inserito dei capi – il giubbetto in pelle, il coprispalle o il bolero – che mi danno ‘struttura’.

Per come sono fatta, non potrei mai costringermi dentro una giacca, ma questi tre capi sono la mia ancora di salvezza. Mi fanno sentire bene con me stessa e so che all’esterno arriva una percezione di me che mi piace.

Ho abbandonato le calzature super sportive a favore di scarpe con tacco comodo. E mai più senza le Dr Martens, le adoro.

Ho anche imparato a truccarmi, al mascara non rinuncio mai, nemmeno per sciare! E anche quando sono a casa, non sono mai sciatta.

 

Mi stai dando la conferma di qualcosa che ripeto da tempo alle donne con stile sportivo: lo stile casual non è sinonimo di trasandato. E soprattutto, non si deve rinunciare alla comodità per poter dire di ‘avere uno stile’.

E’ vero. Se penso a tutte le mattine trascorse in pena davanti all’armadio, a cercare qualcosa che potesse essere adeguato…Vestirmi è stato un incubo per diversi anni.

Ora so che quando indosso un capo, voglio sentirmelo bene addosso, per sentirmi bene io durante la giornata. Deve essere comodo, morbido, non mi deve tirare. Voglio essere libera nei movimenti e a mio agio nel contesto in cui sono.

Ultimamente ho una predilezione per i vestiti – con un capo risolvi tutto, senza grattacapi sugli abbinamenti di colore e stile.

E poi il trio camicia-jeans-giubbetto è diventato la mia ‘uniforme’, perché con questi tre capi sento di avere tutto: comodità, stile casual e un look adeguato ai contesti lavorativi che frequento.

 

Capita spesso di ‘prendere per le corna’ la questione stile quando stiamo attraversando un cambiamento anche su altri fronti della vita. E poi ci accorgiamo che ogni cambiamento apre la porta ad altre opportunità, come in un circolo virtuoso. Com’è stato per te?

Ho imparato ad ascoltarmi di più, in un certo senso a pretendere di più.

Una volta mi fermavo all’aspetto pratico, alle semplici funzionalità di quella cosa che stavo acquistando, che si trattasse di un’automobile o di una casa.

Adesso nella fase della scelta, valuto bene se quell’oggetto potrà corrispondere alla donna che sono oggi, se ha le caratteristiche necessarie per essere davvero la ‘mia’ casa, la ‘mia’ auto.

E’ un modo diverso di pensare, selezionare e scegliere, che è scaturito da una più profonda conoscenza di me.

 

Che cosa diresti a chi ancora tentenna e non è sicura se vale la pena investire su se stessa?

Quando ti dedichi tempo e cura per te stessa, prendi una consapevolezza diversa di chi sei.

Ti parli in modo diverso, più attento e gentile, ti dedichi delle attenzioni. In poche parole, impari a volerti bene.

E’ questo il grande regalo che si riceve dal percorso di scoperta di se stesse. E’ un viaggio pieno di sorprese bellissime, che apre la porta a mille altre opportunità.

 

Grazie Roberta per aver condiviso con noi questo diario intimo, ricco di scoperte e di momenti di stupore.

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Che cosa abbiamo imparato oggi dall’esperienza di Roberta:

  • lo stile giusto è rispettoso della parte più autentica di ognuna
  • esistono capi e trucchi di stile che uniscono armoniosamente personalità ed esigenze pratiche
  • vestirsi e acquistare nuovi capi possono diventare momenti piacevoli, di cura e attenzione verso di sé
  • lo stile può esser gestito con pochi, semplici accorgimenti
  • il viaggio alla scoperta di sé porta verso destinazioni che non potevamo immaginare. E valgono sempre il tempo speso.

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Chi è Roberta Zantedeschi

HR Business Writer, formatrice e consulente per la comunicazione efficace. Lavora con le aziende che investono sulle persone e curano l’Employee Experience e con le persone che vogliono imparare a comunicare in modo più efficace.

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