STORIA VERA #1. Lo stile? Un viaggio d’amore verso se stesse

STORIA VERA #1. Lo stile? Un viaggio d’amore verso se stesse

Francesca, come hai trovato il tuo stile?

Sbagliando e facendo molti tentativi. E ricordandomi sempre di divertirmi.

E’ stato un percorso attraverso momenti di trasformazione e di dolore, di scoperta di me e di amore verso il mio corpo, con cui all’inizio non avevo un bel rapporto.

Ma, si sa, durante l’adolescenza, chi può sostenere di piacersi così com’è?

Io poi sono piccolina e ho forme morbide, una volta non mi sarei mai sognata di mettere una gonna o un vestito, cosa che invece oggi faccio con grande gioia.

 

In passato quali sono stati i momenti di svolta che ti hanno permesso di avvicinarti a chi sei oggi?

L’Università mi ha spalancato le porte di un immaginario che prima non sapevo esistesse.

Vedevo ragazze che si vestivano come volevano, c’erano tanti stili diversi, anche se negli anni Novanta imperava il ‘grunge’. Ma di base avevo capito che avrei potuto iniziare a sperimentare, a indossare davvero quello che mi andava.

All’inizio sono andata molto per imitazione (fiori, fantasie, quadretti), di tutto un po’.

Mi affascinava questa grande libertà di espressione che vedevo attorno a me, anche alla televisione. Chi se lo dimentica MTV, con personaggi folli che indossavano magliette strappate? Volevo essere come loro!

 

C’è stato un episodio in particolare che ti ha dato un’ispirazione importante per il tuo stile?

Il complimento da parte di un amico, che, tengo a precisarlo, era del tutto disinteressato, per cui ho potuto prenderlo come un commento sincero sul mio look quel giorno.

Ricordo che indossavo un vestito smanicato, in tartan rosso, con taschine davanti. Lo mettevo sempre con una camicia o un maglioncino sotto.

Ora non lo indosserei perché era piuttosto aderente, ma ripensandoci, era già dello stile ‘gamine’ che poi ho scelto come MIO.

 

Ora lavori da freelance, ma in passato hai mai dovuto rispettare un dress code per motivi di lavoro?

Anche quando ho lavorato da dipendente, ho frequentato ambienti dove non era importante come ci si presentava la mattina. Facevo parte della redazione di una stazione radiofonica. All’epoca non esistevano i podcast con video, per cui era solo audio. In più, mi occupavo di sport e la mia tenuta era molto casual con tagli decisamente extra large.

In quel periodo ricordo di aver abbandonato la ricerca dello stile, non lo consideravo importante. Ero una donna tutta testa, convinta che solo le qualità intellettuali contassero.

Adesso so che non è così, e che lo stile è una bellissima occasione per esprimere la sostanza di chi siamo.

 

Bene, ora ci puoi svelare qual è il tuo stile oggi e che hai scoperto essere giusto per te.

Negli ultimi cinque anni ho abbracciato uno stile francese, ‘gamine’, una monella con stile, insomma.

Il capello corto, la maglia a righe, il pantalone a sigaretta e la scarpa stringata sono capi imprescindibili per me. Non rinuncio mai al rossetto rosso, alle Converse in bianco e nero e all’anfibio abbinato a una gonna corta. Poi, ho una passione sfrenata per i baschi.

Io mi sento ‘gamine’ dentro e vedo anche una correlazione fisica, visto che sono piccolina.

[ndr. come non pensare ad altre tre donne dallo stile ‘gamine’, di corporatura piccola, con occhi da cerbiatto e colori naturali da Inverno? Wynona Rider, Audrey Tautou e Audrey Hepburn].

(Photo credit: in alto a dx e sx Francesca Fiorentino, in basso a dx e sx Marzia Allietta)

 

Per concludere: daresti un consiglio da amica a una donna che è alla ricerca del suo stile?

Le direi di ricordarsi sempre di prenderlo come un gioco.

E’ un bel viaggio di scoperta e bisogna darsi tempo per conoscersi e capire con che cosa ci si sente bene. Le consiglierei di fare un giro su Pinterest, abbinarci delle parole-chiave che per lei sono importanti. E poi di provare capi, di guardarsi allo specchio e di avere fiducia: quando una cosa ti sta bene – un colore, un taglio – bam! lo vedi subito.

Infine, di non preoccuparsi troppo delle regole.

L’Armocromia è una tecnica molto utile, ma non bisogna diventarne schiavi. Io, ad esempio, per la mia palette stagionale, non dovrei indossare l’arancione, ma è un colore che adoro e quindi lo metto lo stesso, anche vicino al viso. Alla fine, mica arriva la ‘polizia dell’Armocromia’!

 

Grazie Francesca di aver condiviso il tuo viaggio verso lo stile giusto – per la donna che sei oggi. Fra 5 anni chissà, il tuo nuovo cambiamento diventerà il pretesto per un’altra intervista.

 

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Che cosa abbiamo imparato oggi dall’esperienza di Francesca:

  • lo stile deve essere vissuto con gioia e divertimento, in barba anche alle regole, sia nel percorso di ricerca, sia nell’espressione dello stile individuato
  • le persone attorno a noi hanno una reazione a pelle chiara e immediata e, se sinceri e disinteressati, i loro commenti possono essere utili per aiutarci nella nostra ricerca
  • tutto può essere di ispirazione: l’ambiente che ci sta attorno, la cultura del momento, le persone che incontriamo e che ci possono dare un guizzo all’immaginazione e al coraggio
  • lo stile non vuol dire solo vedersi bene allo specchio, ma anche sentirsi bene nella propria pelle. Infatti, spesso, tipologie fisiche e personalità di stile vanno a braccetto

 

Ti piace o ti incuriosisce lo stile ‘gamine’ di Francesca? Nel post di sabato prossimo ti spiegherò come puoi ricrearlo, con esempi di capi, tagli, colori e personaggi noti che lo indossano alla grande.

 

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Chi è Francesca Fiorentino

Giornalista, audiomaker, podcast mentor e ideatrice di SMACK! Blogzine per donne croniche.

Di sé dice:”Scrivo, cucino e faccio ridere, non sempre in quest’ordine. Amo la radio, i film, le margherite, le magliette a righe, i regali inaspettati e i taccuini nuovi. Se mi viene in mente altro non temere te lo dirò”.

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